Italia on the road: da Milano a Santa Maria di Leuca (e viceversa)!

Estate 2020: l’emergenza sanitaria ha costretto un po’ tutti a fare qualche cambiamento di programma… Noi compresi. Dopo le settimane trascorse in Thailandia lo scorso agosto grazie alle quali ci siamo letteralmente innamorati del sud-est asiatico, avevamo già organizzato un bell’itinerario tra Cambogia e Vietnam. Ovviamente tutto questo non è stato possibile e abbiamo optato per un’estate on the road: 13 giorni per viaggiare nella nostra meravigliosa Italia. Ah, piccolo particolare… siamo partiti senza aver prenotato nessun alloggio in anticipo, operazione che abbiamo fatto di giorno in giorno scorrendo l’app di Booking.com, AirBnB e simili.

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DAY 1: ACCOGLIENZA TOSCANA TRA LUCCA, PISA, MONTAIONE

10 agosto, si parte. Prima tappa: Lucca, Toscana. Parliamo di una città famosissima per i grandi eventi che ogni anno (tranne in quello corrente) vengono organizzati all’interno delle sue mura cinquecentesche come il Lucca Comics & Games e il Lucca Summer Festival. Il centro storico pullula di piazze, monumenti e palazzi risalenti a differenti epoche, talvolta modificati e restaurati nel tempo. Tra questi la piazza dell’Anfiteatro, nata sulle rovine di un antico anfiteatro romano. Il fulcro della città è rappresentato dalle sue meravigliose piazze principali: piazza Napoleone, piazza San Michele e piazza San Martino, dove si trova anche il Duomo. Lucca è inoltre soprannominata la “città delle 100 chiese”… E basta percorrere le sue vie per capirne il motivo!

Prima foto insieme di questo road-trip: Lucca, nella caratteristica piazza dell’Anfiteatro.

Okay, non avevamo mai visto uno dei monumenti più iconici e rappresentativi della nostra Italia nel mondo: la Torre di Pisa, nonché campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta. Così dopo aver visitato Lucca ci siamo diretti verso la piazza del Duomo di Pisa, il centro artistico e turistico più importante della città toscana. Ma perché il campanile pende? La pendenza non è dovuta a del virtuosismo architettonico come ritenuto nel periodo romantico dell’Ottocento, bensì è causata da un cedimento del terreno. I primi due piani vennero edificati senza problemi, ma a partire dal terzo il suolo su cui poggiava la base iniziò a cedere. E proprio la cedevolezza del terreno è causa dell’inclinazione della torre e degli altri edifici di Piazza dei Miracoli. Ovviamente non potevano mancare le classiche foto da turista medio!

Come vi abbiamo detto in apertura all’articolo, siamo partiti per il road-trip senza alcun alloggio prenotato a priori. Abbiamo deciso quindi di trascorrere la prima notte nel Chianti: qui troviamo l’Hotel Le Macine (super consigliato per ottima colazione con vista) situato nel comune di Montaione. Inconsapevolmente abbiamo dormito in “uno dei borghi più belli d’Italia”, tra l’altro nell’anno in cui se ne festeggiano gli 800 anni dell’incastellamento!

All’ingresso dell’hotel “Le Macine” nel meraviglioso borgo di Montaione.

Montaione è stata una meravigliosa sorpresa, un piccolo borgo la cui bellezza può benissimo competere con le ben più conosciute Volterra o San Gimignano. Gran panorama e tanta storia!

DAY 2: SIENA, VAL D’ORCIA E IL NOSTRO ARRIVO IN UMBRIA

Dopo la super colazione con vista sulle colline del Chianti siamo tornati in una delle città più belle della Toscana, dove spicca per i suoi edifici medievali in mattoni. Ovviamente parliamo di Siena: ogni angolo riserva delle meraviglie a partire dal suo Duomo, cattedrale in stile romanico-gotico, e dalla famosissima Piazza del Campo, sede del Palazzo Pubblico e della Torre del Mangia. Perdersi tra le sue vie rientra assolutamente nella lista delle cose da provare almeno una volta nella vita!

Siena, Piazza del Campo: sapevate che la Torre del Mangia è la seconda più alta d’Italia?

E dopo Siena… Via a caccia di vino! Ci siamo spostati in Val d’Orcia, dapprima nel comune più grande della provincia di Siena per estensione territoriale, Montalcino, e poi a Montepulciano. Le vie pullulano di edifici di epoca medievale, nonché trattorie ed enoteche dove è possibile fermarsi per delle degustazioni di prodotti e vini locali… A Montalcino abbiamo optato per un bel gelato rigorosamente al gusto “Brunello di Montalcino”, mentre a Montepulciano ci siamo concessi un meritato calice di vino rosso Nobile.

Montalcino è un borgo davvero carino – anche se molto turistico – che merita di essere visitato… Se poi siete amanti del vino questo è il posto che fa per voi! Noi però abbiamo preferito Montepulciano, forse proprio per i suoi vicoletti suggestivi.

Italia in uno scatto: qui eravamo a Montalcino.
Tra i nostri amati vicoli di Montepulciano.

In serata siamo arrivati in Umbria, giusto in tempo per visitare il centro storico di Perugia e gustare la tipica (e buonissima!) torta al testo da Testone. Conosciuta anche come crescia o ciaccia, la torta al testo è un mix tra una piadina e una focaccia tipica della gastronomia umbra; si compone di un impasto di acqua, farina, bicarbonato e sale, a cui viene data forma piatta e rotonda… e potete farcirla a vostro piacimento!

DAY 3: TRA LE CHIESE DI ASSISI, ASCOLI PICENO E UNA CENA ABRUZZESE

Un fantastico risveglio tra i campi umbri: abbiamo trascorso la seconda notte al B&B al Pian d’Assisi, che ci teniamo a consigliarvi per la pulizia e l’ospitalità.

10 minuti d’auto e siamo arrivati ad Assisi. Parliamo del luogo di nascita di Santa Chiara e San Francesco, attributo che l’ha resa una delle città più famose nel mondo cristiano. Impossibile non riconoscere la Basilica di San Francesco d’Assisi, grande chiesa su 2 livelli consacrata nel 1253, al cui interno si possono ammirare i meravigliosi affreschi che ritraggono la vita del santo attribuiti, tra gli altri, anche ai celebri Giotto e Cimabue.

Assisi è forse la località più turistica che abbiamo visitato lungo questo road-trip: la coda per entrare nella basilica era infinitamente lunga già di prima mattina. Conserva però quel fascino da città antica, vissuta… Pensate che le tracce più antiche della presenza umana nel territorio risalgono al Neolitico!

Prima di arrivare in Abruzzo abbiamo voluto fare un’ulteriore tappa intermedia. Uno sguardo a Google Maps e… Ascoli Piceno! Il suo centro storico è tra i più ammirati delle Marche e del centro Italia grazie alla straordinaria ricchezza artistica e architettonica – costruito quasi interamente in travertino. Ascoli Piceno si presenta agli occhi dei visitatori con diverse torri gentilizie e campanarie che le hanno conferito l’attributo di “Città delle cento torri”. Fulcro della città è la rinascimentale piazza del Popolo, considerata tra le più belle piazze d’Italia e sede del Palazzo dei Capitani del Popolo.

Uno sguardo su Ascoli Piceno con la complicità del drone.

Meritevole di una visita anche il suggestivo Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, situato a poco più di un chilometro dal centro storico: costruito all’interno di una parete in tufo, questo santuario unico nel suo genere rappresenta un bellissimo esempio di arte religiosa barocca. Insomma, Ascoli Piceno è stata la “scoperta” del viaggio: centro storico particolare e non molto affollato. Per essere stata una tappa totalmente improvvisata e fuori dai tradizionali circuiti turistici ne siamo rimasti colpiti.

Il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, Ascoli Piceno.

Siamo arrivati in Abruzzo in serata, dove abbiamo trovato un hotel all’ultimo minuto (Hotel Roma, che vi consigliamo se siete amanti del colore rosa; struttura datata ma personale molto cordiale e disponibile).

Perché una tappa in Abruzzo è d’obbligo? Provate ad assaggiare gli arrosticini da Assaggeria Km 431 a Silvi Marina e lo capirete!

DAY 4: FINALMENTE PUGLIA

Abbiamo ripreso il viaggio verso la Puglia con una breve tappa a San Vito Chietino, la Costa dei Trabocchi, per vedere queste antiche macchine da pesca tipiche delle coste garganiche, molisane e abruzzesi, oggi tutelate come patrimonio monumentale dal Parco Regionale della Costa dei Trabocchi (qui in Abruzzo) e dal parco nazionale del Gargano (in Puglia). Molti trabocchi sono oggi adibiti a ristorante: pensate che noi li abbiamo scoperti guardando una puntata di “Quattro Ristoranti”, il famoso programma dello chef Alessandro Borghese.

E finalmente Puglia! Abbiamo deciso di fermarci a Trani, capoluogo – insieme a Barletta e Andria – della provincia di Barletta-Andria-Trani. Famosa per la sua cattedrale sul mare e per il Castello Svevo, Trani è una città ricca di storia che conserva tracce di epoca romana e del Medioevo… oltre che del regno di Federico II.

Il castello e la cattedrale, entrambi sul mare, rendono Trani davvero unica. Un punto a favore dell’Osteria Caccianferno dove ci siamo fermati a pranzo, tra i vicoli del centro storico appena prima di arrivare alla cattedrale.

Rimaniamo nella medesima provincia: dopo Trani ci siamo spostati nell’entroterra per andare a vedere il Castel del Monte di Andria. Parliamo di un’imponente fortezza risalente al XIII secolo, fatta costruire dall’imperatore Federico II nell’altopiano delle Murge occidentali; a seguire è stato utilizzato anche come carcere. Nel 1996 l’UNESCO lo ha inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità grazie al rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l’armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell’antichità classica. La pianta è infatti ottagonale e il numero otto ricorre in maniera quasi ossessiva tra gli elementi strutturali e al suo interno. Ritroviamo la forma dell’ottagono anche nella bandiera della Regione Puglia e nello stemma del Politecnico di Bari. Pensate poi che nel 2014 è stato il trentesimo sito statale italiano più visitato, con 206.924 visitatori e un introito lordo totale di 518.960 euro! Se siete stati in Puglia, sicuramente avrete notato che questa magica regione italiana pullula di castelli lungo le città costiere (basti vedere Bari, Trani o Monopoli). Tuttavia il Castel del Monte, grazie alla sua forma, è davvero unico e merita sicuramente una visita – da prenotare sul sito del castello.

Abbiamo concluso questa prima giornata con una passegiata per le vie di Ostuni. Eravamo già stati in terra pugliese nel mese di gennaio, in occasione del nostro ultimo viaggio prima del terribile lockdown – trovi qui l’articolo a proposito del nostro road-trip alla scoperta della Puglia in “versione invernale”. Ostuni era apparsa ai nostri occhi spenta, quasi completamente vuota… Ma in una sera d’agosto la “città bianca” è tornata magicamente a vivere!

DAY 5 – 9: PUGLIA, PUGLIA, PUGLIA!

Cinque giorni per vivere a pieno la Puglia, i sapori e l’atmosfera magica del Salento. Sì, perché questa incantevole regione del mezzogiorno non è solo mare, ma anche tanta storia, arte e cultura da assaporare nei suoi borghi: Polignano a Mare, Otranto, Santa Maria di Leuca, i trulli di Alberobello, la regina del barocco Lecce… Vi parliamo dei loro centri storici qui.

E ovviamente mare! Nonostante il grande affollamento delle spiagge, non potevamo rinunciarvi: il sito di Roca Vecchia e la Grotta della Poesia, Pescoluse, Lido Marini, la suggestiva località del Ponte Ciolo, Torre dell’Orso, Torre Specchia Ruggeri… Insomma, ovunque finiate in Puglia non troverete un brutto mare!

Dopo aver visitato il centro storico di Otranto ci siamo addentrati nell’entroterra salentino: qui si trova la Cava di Bauxite, particolarmente suggestiva per la presenza di un laghetto color verde smeraldo il quale altro non è che il residuo di un giacimento di estrazione mineraria. La cava è stata un’importante fonte di sostentamento per tutti coloro che hanno estratto tale materiale negli anni in cui il sito è rimasto in attività, dal 1940 circa al 1976. Il lago è circondato da terra dal colore rosso intenso che mette ancora di più in risalto il verde brillante delle sue acque stagnanti… Insomma, sembrava di essere su Marte! Se siete in Salento non potete perdervela: è un sito davvero caratteristico e di grande fascino, fuori dalle tradizionali mete del turismo di massa salentino.

DAY 10: DALLA PUGLIA ALLA CAMPANIA

Back on the road! Prima tappa del nostro decimo giorno in giro per l’Italia: Sassi di Matera. Designata Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019, Matera presenta un paesaggio unico al mondo. Eravamo già stati tra i suoi sassi in occasione del nostro road-trip di fine gennaio, periodo decisamente migliore rispetto ad agosto per visitare le meravigliose chiese rupestri di origine medievale. La nostra preferita è la Chiesa di Santa Maria de Idris: ubicata nel Sasso Caveoso, l’edificio religioso risale al XII secolo e al suo interno si possono ammirare affreschi dipinti tra il XII ed il XIV secolo d.C. Matera è infatti una delle città più antiche del mondo ad essere ancora abitata!

Attraversiamo la Basilicata e arriviamo in Campania, direzione Caserta. Qui abbiamo alloggiato presso il B&B “Tropicana Room”: economico, essenziale, colazione inclusa al bar sottostante (vi consigliamo vivamente le sfogliatelle) e soprattutto a due passi dalla Reggia!

La Reggia di Caserta: 5 piani per più di 40 metri di altezza!

DAY 11: DUE MERAVIGLIE PATRIMONIO UNESCO – LA REGGIA DI CASERTA E VILLA ADRIANA A TIVOLI

Una delle opere più rinomate del nostro Paese, nonché Patrimonio dell’Umanità UNESCO: abbiamo iniziato il nostro undicesimo giorno on the road visitando la Reggia di Caserta. Con il suo palazzo alto più di 40 metri e con oltre 1 000 000 m³, la Reggia di Caserta è la residenza reale più grande al mondo per volume. Fu commissionata nel XVIII secolo da Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia, su progetto di Luigi Vanvitelli, noto architetto e pittore italiano. Il re Carlo di Borbone fu infatti preso da una sorta di “competizione” con i reali francesi, desideroso di donare a Napoli strutture tali da poter svolgere un ruolo di città-capitale di livello europeo: decise quindi di inaugurare, nel 1774, una reggia che potesse rivaleggiare in magnificenza e imponenza con quella di Versailles. Oggi è però visitabile solo il primo dei cinque piani, mentre si può passeggiare liberamente per tutto il parco. Attenzione alla tempistica: la Reggia di Caserta è davvero enorme e visitarla tutta – giardini compresi – richiede almeno 4 ore… Da dedicarvi molto volentieri! Aggiungiamo che siamo stati molto fortunati: avendo meno di 25 anni il biglietto d’ingresso ci è costato solamente 3 euro.

Dalla Campania ci siamo poi spostati nel Lazio. Non potevamo non fare tappa a Tivoli per visitare il parco archeologico di Villa Adriana, residenza imperiale fatta realizzare dall’imperatore Adriano (117-138) durante la prima metà del II secolo. Dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1999, Villa Adriana si distribuiva su un’area di almeno 120 ettari: per realizzare un complesso così grandioso Adriano decise di spostare la propria residenza fuori della capitale, scegliendo un territorio verde e ricco di acque a 28 km da Roma, sui banchi tufacei che si allargano ai piedi dei Monti Tiburtini. Attualmente l’area visitabile è di circa 40 ettari con un percorso guidato che richiede almeno 3 ore per una visita degna di questa meravigliosa testimonianza di epoca romana. Insomma, se siete appassionati di storia romana non potrete farne a meno: resti della domus, delle terme, del teatro, il tempio di Venere… Da vedere!

Abbiamo trascorso la notte a Bassano Romano, piccola località dell’Alto Lazio, presso il B&B Le Palme – consigliata la disponibilità della padrona di casa e la posizione strategica per proseguire con la visita dei borghi della Tuscia.

DAY 12: LA CITTA’ DEI PAPI E I BORGHI DELL’ ALTO LAZIO

Comunque siamo giunti a parlarvi della nostra ventisettesima tappa: Viterbo, capoluogo dell’omonima provincia della Regione Lazio, chiamata anche Tuscia o Alto Lazio. Nel centro storico si respira davvero tutta la sua storia, in particolare quella di epoca medievale. Viterbo ha infatti origini antichissime e ad oggi presenta il più vasto centro storico medievale d’Europa, circondato da mura e con quartieri ben conservati come quello di San Pellegrino.

Nel quartiere medievale di San Pellegrino.

Viterbo è inoltre conosciuta come la “Città dei Papi”: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò e vide eleggere diversi Papi. Super consigliata la visita alla scoperta della Viterbo sotterranea!

Da Viterbo ci siamo diretti verso Civita di Bagnoregio, ma un cartello ha attirato la nostra attenzione: parlava di un “borgo fantasma” a Celleno. Il borgo si trova nell’omonimo comune dell’Alto Lazio, su uno sperone di tufo il cui basamento è purtroppo soggetto a una lenta e progressiva erosione che sta mettendo in serio pericolo la sua stessa stabilità. Il vecchio borgo è stato colpito da epidemie, vittima di frane ed altri eventi terribili avvenuti in anni non precisati, e infine distrutto da un terremoto nel 1931. Abbandonato dalla fine del 1800, oggi è considerato un borgo fantasma.

Secondo noi il “borgo fantasma” di Celleno potrebbe essere promosso e sponsorizzato molto meglio (un po’ come è successo per la fortunata Civita), ma se siete nei pressi di Viterbo, Orvieto o Bagnoregio… Fateci un salto, ne vale la pena!

Dopo questa tappa improvvisata ci siamo diretto proprio verso Civita, frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio: quante volte capita di vedere un borgo su una collina, raggiungibile solamente percorrendo un ponte a piedi? La causa principale del suo isolamento è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che continua ancora oggi e rischia così di far scomparire la località, chiamata anche “la città che muore”.

Civita di Bagnoregio.

Vi sembra di averla già vista? “La città che muore” ha ospitato numerosi film e sceneggiati, tra cui il più recente “Puoi baciare lo sposo” (2018) di Alessandro Genovesi. È possibile percorrere il ponte e visitare il borgo, che rientra tra i più belli d’Italia, al costo di euro 5,00.

DAY 13: RITORNO IN TOSCANA

Dopo aver visto Civita di Bagnoregio siamo tornati in Toscana. Abbiamo dedicato l’ultimo giorno a nostra disposizione alla visita di alcuni borghi e chicche che non avevamo fatto in tempo a visitare all’andata. Primo stop: Monteriggioni.

Monteriggioni dall’alto.

“… però che come in su la cerchia tonda

Monteriggioni di torri si corona”.

Dante – Inferno canto XXXI

Così Dante Alighieri cita Monteriggioni, suggestivo borgo noto fin dal XI secolo come tappa della Via Francigena in Toscana. Oggi costituisce la tappa 32 del percorso disegnato dal Consiglio D’Europa come parte degli Itinerari Culturali: parte da Piazza Roma di Monteriggioni e arriva a Piazza del Campo di Siena, per un totale di 20,6 km. Proprio per questa sua rilevanza nell’ambito della Via Francigena è stato inserito all’interno di un progetto di ricostruzione territoriale del paesaggio medioevale, di cui il borgo senese ne è piena testimonianza! Qui ogni anno nel mese di luglio (non in questo sfortunato 2020) si tiene la tipica festa medievale di Monteriggioni, probabilmente il periodo migliore per visitarla!

In direzione Grosseto (prenotando day by day l’alloggio non abbiamo trovato nulla in Maremma, dovendo optare per Siena: abbiamo passato le ultime due notti presso l’hotel Villa Montarioso) ci siamo fermati all’Abbazia di San Galgano, situata a una trentina di chilometri da Siena, nel Comune di Chiusdino. Il sito è costituito dall’eremo (detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora meta di molti turisti – noi compresi – e ridotta alle sole mura. Cosa la rende unica? La mancanza del tetto, che crollò nel 1786 quando un fulmine colpì il campanile dell’abbazia. Tre anni dopo fu sconsacrata e usata come stalla, fino a quando nel 1926 lo stato Italiano ne riconobbe il grande valore artistico e culturale.

Ma perché “in direzione Grosseto”? Per vivere un’esperienza davvero speciale, l’unica prenotata prima della partenza: abbiamo concluso il nostro road-trip con una passeggiata a cavallo in riva al mare! E ci teniamo tanto a ringraziare Cavallo Natura per questa meravigliosa, emozionante esperienza che ci ha portati in pineta e sulla spiaggia di Marina Di Grosseto. Provare per credere (ed emozionarsi): la passeggiata è adatta anche a chi non è mai montato a cavallo.

Con la passeggiata a cavallo sulla spiaggia di Marina di Grosseto si è conclusa la nostra estate italiana: un road-trip di 13 giorni tra i borghi e i luoghi più o meno conosciuti della penisola delle meraviglie!


Nick e Greta – http://www.lostintraveland.com

Pubblicato da Nick & Greta

Siamo Greta e Nicholas e questo è il nostro blog: raccontiamo esperienze di viaggio tra consigli e riflessioni sul mondo del turismo.

3 pensieri riguardo “Italia on the road: da Milano a Santa Maria di Leuca (e viceversa)!

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